×

I BAMBINI SEQUESTRATI DALLO STATO

I BAMBINI SEQUESTRATI DALLO STATO

La magistratura, non saprei dire in che percentuale consapevolmente, ma certamente consapevolmente nei suoi alti esponenti che poi si raccolgono attorno alla figura del Presidente della Repubblica, lavori per quei poteri che esercitano un vincolo esterno violento e abusante sul popolo.

L’idea che mi sono fatta osservando in questi anni la reazione della cosiddetta “giustizia” alle violazioni dei nostri più sacrosanti diritti, le archiviazioni, le sentenze copia-incolla basate non sulla verità fattuale ma sulle menzogne del mainstream, tradiscono il fatto che il reale ruolo assunto dalla magistratura (che si accanisce oltretutto contro quei pochi suoi membri che lavorano controcorrente ) sia quello di cani da guardia degli interessi dei mercati e di quella élite sedicente “progressista” che vuole in realtà tarpare le ali all’umanità per soggiogarla al suo potere.

Perché dunque dei minori che crescono con uno smartphone incollato alle dita fin dall’infanzia, dei genitori che esibiscono sui social i loro bambini rompendo loro uova in testa (ho visto anche questo!), per ottenere visualizzazioni, non suscitano alcuna reazione della cosiddetta giustizia? perché nei campi ROM in cui ben pochi sono i bambini che crescono senza le cosiddette “povertà educative” non si avventura nessuno a compiere quel “dovere” in nome del quale invece ci si accanisce contro una famiglia inerme il cui unico torto era quello di vivere delle risorse della natura, fuori dalle leggi del mercato?

Oggi per vivere in questa società non ti basta lavorare 8 ore al giorno, le tasse, le bollette, il costo degli alimenti, del carburante, hanno raggiunto livelli per cui non c’è stipendio che basti. I nostri governanti lo sanno benissimo, ma fanno finta che vada tutto bene, perché le agenzie di rating dicono che l’Italia ha i conti più in ordine della Francia. Bella soddisfazione! Le nostre tasse vanno a pagare gli interessi sul debito pubblico e non i nostri servizi che paghiamo con altro debito nel mentre facciamo sempre più debiti per acquistare i prodotti delle multinazionali (armi e vaccini). Il popolo muore di fame, e chi tenta di sottrarsi alla morsa dell’usura legalizzata, viene immediatamente intercettato e perseguito con esemplare rigore. Perché i bambini finché sono piccoli possono anche adattarsi ad una vita senza quei comfort con cui ci hanno rubato l’anima e rischiano di non diventare schiavi obbedienti del sistema usurario col quale le élite dei sedicenti progressisti nullafacenti ci tiene soggiogati, invece se li provano anche per un po’ ovviamente si piegano subito e costringono anche i loro genitori ad adeguarsi. Ecco cosa si cela dietro quel provvedimento a mio avviso incostituzionale.

Ecco come la persecuzione di una condotta antisistema diventa un atto politico, a fronte di autentici tollerati ed ignorati veri e propri abusi su minori attuati al giorno d’oggi sotto gli occhi di tutti (basta aprire una piattaforma social), che però non disturbano il manovratore, anzi ne agevolano i compiti.

La libertà di scelta educativa è tutelata dalla Costituzione e vivere senza essere attaccati alle utenze ormai tutte controllate dai mercati si può e anzi si dovrebbe, in quanto non reca danno a nessuno e migliora la qualità della vita.

Anzi proprio a scuola ci hanno sempre insegnato a non inquinare, a non consumare suolo, a usare fonti energetiche rinnovabili. Tutte pratiche virtuose messe in atto da questa famiglia straordinaria.

Non c’erano servizi igienici? C’era un bagno a secco nel bosco. Non pregiudica la salubrità del luogo.

Insomma, questo caso, a mio avviso, conferma la tesi che purtroppo la magistratura sia svincolata dal potere politico legittimato dal popolo ma sia legata a quel vincolo esterno che ne ha fatto il suo cane da guardia, per cui, oggi, grazie anche alla riforma Cartabia, potendo decidere cosa perseguire e cosa no, si palesano con evidenza le linee guida in base alle quali si muove.

D’altronde quelle linee guida sono palesate nel massimario della Corte di Cassazione, da dove si possono trovare le argomentazioni alla base delle varie sentenze bellamente copiate e incollate.