Dalle terre dell’Ucraina, dove la vita era iniziata tra le mura di un orfanotrofio accanto al fratello Bogdan, fino al calore di una nuova famiglia a Roma. La storia di Elisabetta Federico sembrava una favola di rinascita, ma si è interrotta bruscamente a soli 17 anni, in quello che viene considerato uno dei santuari della medicina italiana: l’Ospedale Bambino Gesù.
Non è solo il racconto di una perdita straziante, ma una denuncia lucida e potente che Maurizio Federico e Margherita Eichberg hanno affidato alle pagine di un libro necessario. Attraverso la testimonianza dei genitori — lui scienziato dell'Istituto Superiore di Sanità, lei dirigente del Ministero della Cultura — emerge il ritratto di una "malasanità d'eccellenza": una catena di scelte mediche, omissioni e protocolli che, in soli 16 giorni di agonia post-trapianto di midollo, hanno trasformato una speranza di cura in un tragico epilogo.
L’evento non sarà solo un momento di memoria, ma un’occasione di analisi critica. Insieme ad esperti e professionisti del settore, varcheremo i confini della vicenda clinica per interrogarci sulle derive del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Discuteremo dei rischi legati alla "sanità del profitto" e all’influenza pervasiva delle multinazionali farmaceutiche, offrendo ai cittadini strumenti e consapevolezza per difendere il diritto alla salute in un sistema sempre più aggressivo e meno umano.
Questo libro, in ultima analisi, si configura come un profondo atto d'amore: non solo verso la memoria di Elisabetta, ma verso tutti i pazienti che, varcando la soglia di un ospedale, rischiano di diventare meri "numeri" all'interno di logiche di budget e sperimentazioni. Una testimonianza per ricordare a tutti noi che la salute deve restare un bene pubblico sacro, lontano dalle spietate dinamiche del mercato.
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