Se il termine Liceo era un tempo identificato come il nome di una scuola celebre o dell'Accademia Ateniese ove Aristotele spiegava la sua filosofia, oggi registriamo con stupore il suo utilizzo inappropriato, con la conferma della demolizione definitiva di uno dei pochi cardini formativi ancora esistenti in Italia.
Nella mattinata di venerdì 5 dicembre 2025 gli studenti del sedicente Liceo Economico Sociale Angeloni di Terni sono stati a sottoposti ad una ineluttabile “lezione di economia” tenuta dal sig. Mario Draghi, già presidente della BCE ed ex presidente del Consiglio dei Ministri, che ha di fatto propagandato temi di forte connotato politico quali la sostenibilità sociale e ambientale. Il Draghi si è sottoposto alle domande dei poveri ed inconsapevoli ragazzi, colloquiando argutamente in modo informale e amichevole, fornendo loro la versione ufficiale dei dettami che ben altri poteri hanno impartito all'Italia, riducendola progressivamente in questo stato, in un vicolo cieco senza va d'uscita. Temi come lo sviluppo energetico, la legislazione europea, le fonti sostenibili, le politiche economiche, le dinamiche finanziarie, la ricerca scientifica, l'intelligenza artificiale e le illusioni maligne che hanno distrutto il nostro popolo sono state illustrate in modo estremamente superficiale, evitando accuratamente di affrontare la verità, che è essenzialmente sintetizzabile nella riallocazione improvvisa e stabilita a tavolino, di tutti i capitali del mondo occidentale in una nuova economia, cosiddetta verde, apparentemente giustificata dalla necessità del rispetto del pianeta ma in realtà finalizzata a attuare un vero e proprio trauma falsamente inatteso, finalizzato al controllo totale delle persone e di tutti il loro averi, per far nascere un mondo nuovo totalmente dipendente dal potere profondo, che detiene nelle proprie mani i grandi strumenti digitali per attuare l'operazione. Il Draghi si è tradizionalmente distinto per non avere mai centrato una previsione, in nessun campo, e non è necessario ricordare ora le nefandezze da lui promosse. Ma rimarrà certamente nell'archivio storico degli eventi negativi per la città di Terni, la lezioncina da lui inscenata, con la grave complicità del corpo docente, incentrata sulle sue valutazioni in merito ai futuri scenari economici europei, che con il pretesto della necessaria uniformità legislativa tra tutti i paesi comunitari potrà, secondo lui, garantire uno sviluppo concreto per le aziende, senza rilevare invece che le aziende a Terni ormai sono quasi del tutto estinte ed i ragazzi, proprio a causa di tali norme, non potranno aprire più nemmeno una fiaschetteria. La gravità dei concetti espressi dal Draghi hanno raggiunto il culmine quando ha affermato che “...parlare di singola nazione, oggi non ha più senso...”, auspicando un rafforzamento dei legami tra gli stati Europei, nell'illusione di attrarre maggiori risorse finanziarie da parte dei soggetti privati, sorvolando che i soggetti privati capaci di giocare un ruolo economico in questo scenario potranno essere solo quelli con specifici requisiti, che saranno ovviamente redatti dal potere profondo di cui lui è uno dei portavoce istituzionali.
Penoso è anche stato il messaggio finale che il Draghi ha voluto lasciare a poveri studenti, ovvero quello di restare sempre “curiosi”, di inseguire i propri sogni nonostante le incertezze che caratterizzano i nostri tempi e la prospettiva di una società sempre più competitiva, ma patto di rimanere nell'angusto confine che il potere profondo ha stabilito per ciascuno, pena essere esclusi dalla società, come ha già ampiamente dimostrato di fare.
Un vergognoso applauso finale ha suggellato l’evento, ricordando inevitabilmente il sonoro battere le mani al potere di Alberto Sordi nel lungometraggio Il Maestro di Vigevano del 1963.
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