Nelle scuole entrano i militari e le forze dell’ordine per fare orientamento. Se la cosa non preoccupa è preoccupante… La scuola è sempre stata un luogo in cui si fa campagna per la pace, per le vittime delle guerre, contro le guerre. Oggi viene usata come agenzia di reclutamento.
Da tempo, grazie alla apertura delle scuole al territorio introdotta con l’autonomia scolastica, che oggi è eterogestita dal ministero grazie all’introduzione del Rapporto di Autovalutazione, una sorta di rendicontazione imposta dall’alto su attività apparentemente “suggerite” ma in realtà imposte sotto velata minaccia a dirigenti scolastici sempre più oberati di responsabilità che non hanno i mezzi per assolvere, quindi perennemente sotto ricatto, gli studenti vengono sottratti alla didattica per essere fuorviati attraverso una nefasta propaganda che li indirizza verso il suicidio umano, sociale, civile ed economico.
Purtroppo i docenti nemmeno si rendono conto, se non per il fatto di vedersi le ore di lezione utili scemare progressivamente e di vedersi costretti a sempre più rocamboleschi e funambolici espedienti perlomeno per mettere a posto le carte, dei giochi che si portano avanti con la loro inconsapevole acquiescenza e sempre obbediscono, senza porsi domande, anche loro militarizzati attraverso l’illusorio mito di un’efficienza fine a se stessa, che si attua esclusivamente attraverso oneri burocratici che si moltiplicano esponenzialmente e che sono esclusivamente finalizzati a mettere a nudo ogni loro attività di fronte ai database dell’IA, creata anche per rubare loro il mestiere e quei pochissimi spazi di libertà di insegnamento che ancora sussistono.
La tristezza è proprio questa: che dei professionisti che dovrebbero guidare all’acquisizione del pensiero critico, acriticamente accettino di assoggettarsi a progetti nefasti e finalizzati alla rovina degli individui in formazione che hanno in carico e della società senza nemmeno rendersene conto.
Condividi questo articolo su Facebook